03/07/2006

Appello Via dall'Afghanistan - aggiornamento firme alle 18 del 3 luglio 2006

LETTERA APPELLO AI PARLAMENTARI DELL'UNIONE: VIA DALL'AFGHANISTAN


Vorremmo, se ci consentite, dire la nostra sulla questione Afghanistan.
La pace è spesso stata considerata un valore, quindi un fine, un qualcosa
da raggiungere, e per cui qualsiasi mezzo è consentito.
Per questo motivo esiste, nel campo militare, il motto "si vis pacem para
bellum", ossia "se vuoi la pace prepara la guerra", considerando la guerra
come deterrente e quindi come mezzo per raggiungere una pace.
Per Gandhi e per tutti i veri pacifisti, tra cui ci sono anche io, la pace
è un principio, ossia un metodo di vita, un modo di essere che
naturalmente porta alla pace.
Quindi vale il principio "si vis pacem, para pacem", se vuoi la pace
prepara la pace. Si dice anche che si è in guerra non solo quando la
guerra è in atto, ma anche quando la guerra è in potenza, ossia quando si
lavora per prepararsi alla guerra.
Per questo motivo noi viviamo in uno stato di perenne guerra, in quanto
determinate ed istituzionalizzate parti dei nostri popoli sono addestrate
per andare in guerra.
Ponendo dette premesse e per sintetizzare, posto come dovuto ed
indiscutibile il ritiro delle nostre truppe dall'Iraq, teatro di guerra
che non ci appartiene, oggi si discute se bisogna continuare a permanere
in Afghanistan.
Si giustifica tale presenza come necessaria ponendo la questione che gli
afghani hanno bisogno del nostro aiuto non militarmente ma civilmente.
Ma questo non comporta assolutamente la presenza dell'esercito in
Afghanistan.
Come dice Gino Strada, se gli afghani hanno bisogno di ospedali, perché
mandargli carri armati?
Allora, invece di mandare militari, mandiamo personale civile, medico,
infermieristico, strutture mediche, esperti politici o quant'altro, ma non
militari in armi.
A questo punto sentiamo il dovere morale e il diritto civile di chiedere a
chi abbiamo eletto a rappresentarci al Parlamento e che è pacifista per
principio, di non votare il rifinanziamento della missione in Afghanistan,
ma a porre le basi per un finanziamento o un sostegno a quelle missioni
civili già presenti, come appunto quella di Emergency.
Diversamente potrebbero venire meno le motivazioni di fondo che ci
spingono a sostenere l'attuale governo.
  IO VIVO IN PACE E VOGLIO LA PACE
1)Ettore Lomaglio Silvestri
2)Norma Bertullacelli
3) Massimo Dalla Giovanna
4) Comitato per la pace "Rachel Corrie"
5) Social Forum Valpolcevera
6) Maria Teresa Morresi
7) Associazione culturale Sconfiggiamo la mafia
8) Piero Cannistraci
9) Serena Pisano
10) Associazione Regionale Lazio per la lotta contro le illegalità e le
mafie  "Antonino Caponnetto"
11) Elena ROMA CIRCOLO L. CIMINELLI P.R.C. Amendolara
12) Ivano Dalla Giovanna - Genova
13) Fabio Eboli
14) Albino Garuti
15) Fabrizio Fiorilli
16) Andrea Manganaro
17) Matteo Lotario (?)
18) Sergio Ruggirei
19) Rossana Montecchiani
20) Giacomo Alessandrini
21) Stefania Volonghi
22) Roberto Stoppini
23) Francesca Piemonte
24) Roberto Barison
25) Vincenzo Caldarola
26) Antonia Valeria (?)
27) Alfonso Navarra - Lega per il disarmo unilaterale
28) Marco (?)
29) Silvia Nerini
30) Paolo Ivaldi
31) Lucia Altemura
32) Clara F. (?)
33) Tiziana Leoni
34) Rita Filippo
35) Martina Zampieri
36) Gennaro Variale
37) Luca Galvani
38) Simona Pinna
39) Claudia Di Tommaso
40) Giovanni Intini
41) Franco Fuselli
42) Marina Criscuoli
43) Carla Dalla Pozza
44) Marisa Cesarano
45) Giorgia (?)
46) Doriana Goracci
47) Ezio Scavazzini
48) Caterina Morgantini
49) Vincenzo Carnazzo
50) Antonietta Ermacora
51) Dante Bedini - Treviso
52) Agnese Ginocchio - cantautrice per la Pace





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IO VIVO IN PACE E VOGLIO LA PACE

Per sottoscrivere la petizione:
http://www.petitionspot.com/p etitions/outAfghanistan

18:18 Scritto da: perpeppino in Sociale | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

29/06/2006

Lettera a Piero Sansonetti sull'Afghanistan

Caro Direttore,
ho letto la tua posizione sull'opportunità o no di far cadere il governo
Prodi per la questione rifinanziamento della missione in Afghanistan.
Liberazione ha pubblicato l'appello di don Ciotti e Dell'Olio, a cui ho
aderito personalmente e come associazione Sconfiggiamo la mafia, che
chiede fortemente un ritiro incondizionato dall'Afghanistan. Io
personalmente sto raccogliendo da ieri firme in calce ad una lettera da
inviare all'Unione in occasione della prossima discussione su tale
questione. Le firme aumentano... Alla luce di questo trovo il tuo
discorso un pò troppo pragmatico. Chi è al governo o chi fa "alta
politica" deve esporre chiaramente i propri scopi, le proprie finalità
ed assumersene le responsabilità, dici. Su questo posso anche
concordare.
Ma Rifondazione Comunista è un partito che si basa sui movimenti sulle
associazioni, in sostanza uno dei pochissimi partiti che da peso ai suoi
iscritti e al popolo di sinistra. E' un partito che ha espresso una
senatrice che si chiama Lidia Brisca Menapace, e che ha fra gli iscritti
Pietro Ingrao. Quindi chi è stato delegato a rappresentare questo popolo
a Roma, nell'alta politica, non può assumere decisioni in maniera
autonoma, solo per meri giochi di convenienza. Non è nel DNA di
Rifondazione Comunista. Leggevo ieri che nella mozione del CPN votata a
maggioranza è scritto che Rifondazione è fondamentalmente per il ritiro
delle truppe in Afghanistan. Pongo allora due quesiti: se Rifondazione
sa che i suoi iscritti, il popolo dei movimenti e delle associazioni, il
popolo pacifista senza se e senza ma, è "fondamentalmente" contrario al
nostro impegno in Afghanistan, possono i suoi "delegati" decidere per il
contrario votando il rifinanziamento della missione? E se anche la
mozione di maggioranza di Rifondazione contiene chiara indicazione che
le nostre truppe di là se ne devono andare, può il popolo di
Rifondazione tollerare che i suoi "delegati" si esprimano ancora una
volta anche contro ciò che hanno votato e che è messo nero su bianco
come impegno del nostro partito? Chiediamoci quindi se veramente
mettiamo a rischio il governo Prodi o se stiamo invece mettendo a
rischio la nostra coscienza, cosa molto più grave perché la nostra
coscienza non è rivotabile ogni cinque anni, ma ci accompagna sempre.
Grazie,
Ettore Lomaglio Silvestri

16:00 Scritto da: perpeppino in Sociale | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

28/06/2006

Appello Via dall'Afghanistan

SOTTOSCRIVETE QUESTO APPELLO CON UNA EMAIL A votiamorifondazione@comune.re. it


Vorrei, se mi consentite, dire la mia sulla questione Afghanistan.
La pace è spesso stata considerata un valore, quindi un fine, un qualcosa
da raggiungere, e per cui qualsiasi mezzo è consentito.
Per questo motivo esiste, nel campo militare, il motto "si vis pacem para
bellum", ossia "se vuoi la pace prepara la guerra", considerando la guerra
come deterrente e quindi come mezzo per raggiungere una pace.
Per Gandhi e per tutti i veri pacifisti, tra cui ci sono anche io, la pace
è un principio, ossia un metodo di vita, un modo di essere che
naturalmente porta alla pace.
Quindi vale il principio "si vis pacem, para pacem", se vuoi la pace
prepara la pace. Si dice anche che si è in guerra non solo quando la
guerra è in atto, ma anche quando la guerra è in potenza, ossia quando si
lavora per prepararsi alla guerra.
Per questo motivo noi viviamo in uno stato di perenne guerra, in quanto
determinate ed istituzionalizzate parti dei nostri popoli sono addestrate
per andare in guerra.
Ponendo dette premesse e per sintetizzare, posto come dovuto ed
indiscutibile il ritiro delle nostre truppe dall'Iraq, teatro di guerra
che non ci appartiene, oggi si discute se bisogna continuare a permanere
in Afghanistan.
Si giustifica tale presenza come necessaria ponendo la questione che gli
afghani hanno bisogno del nostro aiuto non militarmente ma civilmente.
Ma questo non comporta assolutamente la presenza dell'esercito in
Afghanistan.
Come dice Gino Strada, se gli afghani hanno bisogno di ospedali, perché
mandargli carri armati?
Allora, invece di mandare militari, mandiamo personale civile, medico,
infermieristico, strutture mediche, esperti politici o quant'altro, ma non
militari in armi.
A questo punto sento, e so che non sono solo, il dovere morale e il
diritto civile di chiedere a chi ho eletto a rappresentarmi al Parlamento
e che è pacifista per principio, di non votare il rifinanziamento della
missione in Afghanistan, ma a porre le basi per un finanziamento o un
sostegno a quelle missioni civili già presenti, come appunto quella di
Emergency.
Diversamente potrebbero venire meno le motivazioni di fondo che mi
spingono a sostenere il Partito della Rifondazione Comunista e l'attuale
governo.
IO VIVO IN PACE E VOGLIO LA PACE
Ettore Lomaglio Silvestri
Norma Bertullacelli
Massimo Dalla Giovanna
Comitato per la pace "Michel Corrie"
Social Forum Valpolcevera

16:09 Scritto da: perpeppino in Sociale | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook